di Federica Campanelli

“Il migliore e più efficace servizio di spionaggio che conosco al mondo è quello del Vaticano”. Così il noto cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal (1908-2005) definì l’organizzazione d’intelligence al servizio dell’istituzione pontificia: la Santa Alleanza, nota negli ambienti dei servizi segreti come l’Entità. Fondata secondo gli storici nel 1566 da papa Pio V, questa avrebbe operato per oltre quattro secoli, collezionando una lunga lista di misfatti tra cui cospirazioni, omicidi e manipolazione dell’opinione pubblica. Sulla sua esistenza, tuttavia, aleggiano ancora molte ombre.
Le origini. Non è un caso che il servizio segreto vaticano sia nato proprio con Pio V, al secolo Michele Ghislieri. Prima di diventare papa, nel 1566, questi si era distinto come il più meticoloso inquisitore della Chiesa, operando dapprima nelle provincie del Nord Italia e poi a Roma, dove fu nominato Grande Inquisitore nel 1558. «Fu in questo periodo che Ghislieri iniziò a creare la sua rete organizzata di spie», afferma Antonella Colonna Vilasi, presidente del Centro Studi sull’Intelligence-UNI e autrice del testo L’Entità. I servizi segreti vaticani (Libellula). «Queste erano denominate Monaci neri e si muovevano indisturbate in tutta la Città Eterna, girando le informazioni raccolte a Ghislieri, in prima persona o tramite un cartiglio detto “rotolo rosso”». Salito sul soglio pontificio, Pio V dovette però affrontare un nemico della Chiesa ben più pericoloso di stregoni e miscredenti: il Protestantesimo, la cui massima portavoce era all’epoca la regina “eretica” Elisabetta I d’Inghilterra. Ed è proprio per arginare la marea protestante che il papa sentì l’esigenza di tessere una nuova rete di “intelligence”, organizzata sul modello già collaudato negli anni dell’inquisizione. Nacque così la Santa Alleanza.
Golpe fallito. Secondo i progetti papali, Maria Stuart, regina scozzese di fede cattolica, doveva sedere sul trono d’Inghilterra al posto di Elisabetta, sua cugina. «Pio V progettò così di infiltrare proprie spie in Gran Bretagna, con il fine ultimo di restaurare il cattolicesimo in un Paese che si era dichiarato presbiteriano nel 1560, in seguito allo scisma di Enrico VIII, padre della stessa Elisabetta», prosegue Vilasi. Come prima cosa, serviva un agente in Scozia per raccogliere informazioni sui movimenti alla corte di Londra, e la scelta ricadde su Davide Rizzio, musicista piemontese che, in brevissimo tempo, da cortigiano divenne segretario personale della Stuart e forse anche suo amante. «Gli uomini al soldo di Elisabetta non potevano accettare la sua presenza, sapendo che era una spia di Pio V, e così, giocando con la gelosia del marito della Stuart, Enrico Darnley, trovarono un movente per ucciderlo», aggiunge Vilasi. «Il 9 maggio 1566 Rizzio fu quindi assassinato». La Santa Alleanza perse così la sua prima spia, ma non la speranza di eliminare Elisabetta, anche se ogni congiura ordita a suo danno fallirà puntualmente grazie alle contromosse degli agenti inglesi.
I misteri di Octagonus. Dopo Elisabetta, l’attenzione del Vaticano investì un altro personaggio della fazione protestante: Enrico IV di Francia, re dal 1594 fino al suo omicidio, consumatosi il 14 maggio 1610 per mano di François Ravaillac. «Negli anni successivi, si venne a sapere che costui faceva parte di un gruppo di fanatici religiosi chiamato Octagonus», spiega l’esperta. «I suoi membri si distinguevano per l’uso di un simbolo peculiare: un ottagono con il nome di Gesù scritto su ogni lato; disegno presente su una pergamena ritrovata addosso allo stesso Ravaillac». Sull’attività di tale congrega vi sono notizie incerte e contrastanti, ma in molti sono concordi nel ritenere che i suoi membri operassero per conto della Santa Alleanza.
Controspionaggio. Il misterioso Octagonus non fu peraltro la sola organizzazione di questo tipo. Secondo gli studiosi, in seno al servizio segreto vaticano, si sarebbero formati infatti diversi gruppi semi-indipendenti e dediti principalmente ad attività di controspionaggio. Uno di questi fu l’Ordine Nero, istituito durante il papato di Innocenzo X (1644-1655) con lo scopo di stanare e uccidere le talpe infiltrate in Vaticano. La mente di quel progetto fu una donna: Olimpia Maidalchini (1591-1657), cognata e astuta consigliera di Innocenzo X. Secoli dopo sarà la volta del Sodalitium Pianum, nato nel 1909 sotto Pio X (1903-1919). A volerlo fu monsignor Umberto Benigni, preoccupato per l’avanzata del modernismo teologico e pronto a formare una fitta rete di spie-censori (detta appunto Sodalitium) da infiltrare in ogni ambiente della Chiesa. L’organizzazione fu ufficialmente abolita nel 1914, ma per alcuni avrebbe continuato a operare fino al 1946.
Attività “ridimensionata”. Da sempre influenzate dal contesto storico, le attività di spionaggio della Santa Alleanza rimasero intense e capillari finché il papato riuscì a mantenere un ruolo di primo piano nello scacchiere politico europeo, ma le cose cambiarono durante il Risorgimento. Con l’annessione dei territori dello Stato Pontificio al Regno d’Italia (1870) e il parallelo svilupparsi di forti sentimenti anticlericali, il potere temporale del Papa fu infatti ridimensionato. A quel punto alla Santa Alleanza non rimase che concentrarsi sulla sicurezza personale del pontefice, tralasciando le questioni politiche.
Misteri di ieri e di oggi. Particolarmente oscure risulteranno poi le mosse dell’Entità durante la seconda guerra mondiale: se da un lato essa raccoglieva informazioni sui progetti bellici di Hitler, trasmettendole a Londra e a Washington, dall’altro pare che i suoi agenti abbiano favorito la fuga di gerarchi nazisti al termine del conflitto. Leggende nera a parte, quel che è certo è che oggi a occuparsi ufficialmente delle funzioni di intelligence in seno allo Stato della Chiesa è il Corpo della Gendarmeria Vaticana, fondato nel 1971. Quanto a l’Entità, la Santa Sede ne ha sempre negato l’esistenza, tuttavia in molti sono certi che la rete spionistica super segreta vaticana non solo sia esistita, ma sia tuttora attiva.
Articolo pubblicato su Focus Storia 163 / maggio 2020
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